ACETAIE APERTE - 27 settembre 2026

COME SI PRODUCE

L’Aceto Balsamico di Modena è il risultato di una trasformazione che non ha fretta, nel rispetto del “saper fare” custodito dal disciplinare di produzione.

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MOSTO D’UVA E ACETO DI VINO

L’Aceto Balsamico di Modena è ottenuto dall’unione di mosto d’uva cotto e/o concentrato e aceto di vino. Il mosto d’uva è ottenuto esclusivamente da sette vitigni:

Lambrusco

Sangiovese

Trebbiano

Albana

Ancellotta

Fortana

Montuni

Al mosto, cotto e/o concentrato, si aggiungono poi aceto di vino, nella misura minima del 10%, e una quota di aceto vecchio di almeno 10 anni.

La percentuale minima di mosto d’uva è pari al 20% della quantità totale di prodotto avviata all’elaborazione. La concentrazione prosegue fino a raggiungere una densità non inferiore a 1,240 alla temperatura di 20°C.

I mosti cotti e/o concentrati devono presentare un’acidità totale minima di 8 g/kg e un estratto secco netto minimo di 55 g/kg.

Per la stabilizzazione colorimetrica è consentita l’aggiunta di caramello fino a un massimo del 2% del volume del prodotto finito. È vietata l’aggiunta di qualsiasi altra sostanza.

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ACETIFICAZIONE E AFFINAMENTO

L’elaborazione dell’Aceto Balsamico di Modena deve avvenire con il consueto metodo di acetificazione con l’utilizzo di colonie batteriche selezionate, oppure utilizzando il consolidato metodo di acetificazione lenta in superficie o lenta a truciolo, seguita da affinamento.

L’Aceto Balsamico di Modena affina in botti, tini o barili realizzati in legni pregiati come:

Rovere

Castagno

Gelso

Ginepro

per almeno 60 giorni, conteggiati dal momento in cui è terminato l’assemblaggio delle materie prime — miscelate seguendo le ricette dei produttori e nel rispetto del disciplinare — e avviate all’elaborazione.

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L’INVECCHIAMENTO

Una volta trascorsi 60 giorni di affinamento in tini di legno, l’Aceto Balsamico di Modena può essere sottoposto a un ulteriore periodo di invecchiamento.

Se questa fase si protrae per più di 3 anni, il prodotto finito potrà fregiarsi della classificazione “Invecchiato”; se invece prosegue per oltre 5 anni, potrà essere etichettato come “Riserva”.

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LA CERTIFICAZIONE

Al termine dell’affinamento e dell’invecchiamento, il prodotto è sottoposto a un esame analitico e organolettico da parte di tecnici e assaggiatori esperti. Ogni singolo lotto è sottoposto a certificazione, garantendo la conformità ai requisiti stabiliti dal disciplinare di produzione prima della sua immissione sul mercato.

Le analisi verificano il rispetto dei parametri chimico-fisici, mentre l’esame organolettico accerta che il prodotto presenti le caratteristiche sensoriali tipiche dell’Aceto Balsamico di Modena IGP.

Solo i lotti che superano tutte le verifiche possono essere certificati e commercializzati con la denominazione “Aceto Balsamico di Modena IGP”. Questo sistema di controllo assicura ai consumatori l’autenticità del prodotto e il rispetto degli standard qualitativi definiti dal disciplinare.

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CONFEZIONAMENTO

L’Aceto Balsamico di Modena certificato può essere immesso al consumo diretto. Viene inserito in contenitori in vetro, legno, ceramica o terracotta, di varie capacità:

0,100 l

0,150 l

0,200 l

0,250 l

0,375 l

0,500 l

0,750 l

1 l

1,5 l

2 l

3 l

5 l

Sono ammesse anche confezioni monodose di vetro, di plastica o di materiali composti, di capacità massima di 25 ml. Se il prodotto è destinato a uso professionale, sono autorizzati recipienti in vetro, legno, ceramica o terracotta di capacità minima di 5 litri, oppure recipienti in plastica di capacità minima di 2 litri.

Etichettatura

Ogni confezione riporta la dicitura “Aceto Balsamico di Modena”, accompagnata dall’Indicazione Geografica Protetta e, eventualmente, dalla scritta “Invecchiato” o “Riserva”.

IL TERRITORIO DI PRODUZIONE

Il disciplinare di produzione prevede che l’assemblaggio delle materie prime, l’elaborazione, l’affinamento e/o l’invecchiamento in recipienti di legno pregiato abbiano luogo obbligatoriamente nelle province di Modena e Reggio Emilia: un legame territoriale che non è solo geografico, ma culturale e produttivo.

Il prodotto finito può essere confezionato anche al di fuori della zona geografica di origine.

COME SI CONSERVA?

Grazie alle sue caratteristiche e al naturale equilibrio tra acidità e componenti aromatiche, l’Aceto Balsamico di Modena IGP non è soggetto ad alterazioni durante la conservazione e mantiene a lungo le proprie qualità organolettiche.

Per una corretta conservazione è sufficiente mantenere la bottiglia ben chiusa, in un luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce diretta del sole e lontano da fonti di calore o odori particolarmente intensi, che potrebbero influenzarne le caratteristiche.

Con il trascorrere del tempo può formarsi un leggero deposito sul fondo della bottiglia: si tratta di un fenomeno naturale che non pregiudica in alcun modo la qualità, la sicurezza o l’autenticità del prodotto.

L’Aceto Balsamico di Modena IGP non deve essere conservato in frigorifero: le basse temperature possono alterarne le caratteristiche e la struttura. Per apprezzarne correttamente le qualità è consigliabile conservarlo e utilizzarlo a temperatura ambiente.