ACETAIE APERTE - 27 settembre 2026

FAQ

ACETO BALSAMICO DI MODENA IGP

Cos’è l’Aceto Balsamico di Modena IGP?

L’Aceto Balsamico di Modena IGP è un prodotto tipico italiano ottenuto da mosto d’uva cotto e/o concentrato e aceto di vino, affinato e invecchiato in botti di legno secondo un disciplinare rigoroso. Può essere prodotto esclusivamente nelle province di Modena e Reggio Emilia.

IGP significa “Indicazione Geografica Protetta”. Questo riconoscimento dell’Unione Europea, protegge i prodotti le cui qualità, reputazione o altre caratteristiche sono legate a uno specifico territorio geografico. Nel caso dell’Aceto Balsamico di Modena IGP, la denominazione tutela il prodotto ottenuto secondo nel rispetto del disciplinare di produzione e le cui fasi fondamentali di elaborazione, affinamento e invecchiamento devono svolgersi nella zona geografica identificata nelle province di Modena e Reggio Emilia.

Questi due prodotti sono tra i simboli dell’eccellenza modenese nel mondo. Simili nel nome, condividono storia e origine. La principale differenza riguarda ingredienti, metodo di produzione e invecchiamento.

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La produzione dell’Aceto Balsamico di Modena IGP è consentita esclusivamente nelle province di Modena e Reggio Emilia, nella Regione Emilia-Romagna.

L’uva utilizzata per la produzione di mosto proviene esclusivamente da sette vitigni: Lambrusco, Sangiovese, Trebbiano, Albana, Ancellotta, Fortana e Montuni.

Per riconoscere il prodotto autentico è importante trovare la denominazione completa “Aceto Balsamico di Modena”, il riferimento all’Indicazione Geografica Protetta o “IGP” e il relativo logo europeo giallo e blu.

L’Aceto Balsamico di Modena IGP con dicitura “Invecchiato” deve maturare in botti di legno per almeno 3 anni, come previsto dal disciplinare. La dicitura “Riserva” viene utilizzata per prodotti con un periodo di invecchiamento di almeno 5 anni.

È considerato uno dei simboli del Made in Italy grazie alla sua storia secolare, alla qualità artigianale e alla versatilità in cucina. Oltre il 90% della produzione viene esportata all’estero.

La storia del Balsamico ha origini secolari ed è parte integrante della cultura gastronomica emiliana. Le prime tracce risalgono agli antichi romani.

IL CONSORZIO

Cos’è il Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena?

È l’organizzazione di produttori che tutela, promuove e rappresenta l’Aceto Balsamico di Modena IGP. È custode del disciplinare e punto di riferimento per le questioni normative legate al prodotto.

Il Consorzio, su riconoscimento del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, protegge e valorizza il prodotto, combatte le imitazioni, promuove la cultura dell’Aceto Balsamico di Modena nel mondo e collabora con le istituzioni per tutelare la denominazione.

Nasce nel 1993 su iniziativa di un gruppo di produttori, con l’obiettivo primario di ottenere il riconoscimento IGP, difendere e sviluppare il prodotto e la sua cultura.

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Contrasta prodotti contraffatti e imitativi, monitora il mercato e il web, difendendo il prodotto autentico, le imprese e i consumatori.

Oggi il Consorzio raggruppa circa 50 aziende del comparto dell’Aceto Balsamico di Modena.

Il “Consortium Profile” è un sistema di comunicazione sensoriale ideato dal Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena per aiutare i consumatori a orientarsi nella grande varietà di prodotti che rientrano nella denominazione Aceto Balsamico di Modena IGP.

Lo trovi qui.

L’Aceto Balsamico di Modena IGP comprende una gamma molto ampia di prodotti con caratteristiche organolettiche diverse (gusto, profumo, consistenza e densità) che possono confondere chi acquista. Il Consortium Profile nasce per offrire uno strumento chiaro, semplice e immediato che descriva queste differenze e aiuti nella scelta.

UTILIZZO IN CUCINA

Come si usa in cucina l’Aceto Balsamico di Modena?

L’Aceto Balsamico di Modena IGP è un ingrediente molto versatile. Può essere utilizzato su insalate, carni, formaggi, verdure, frutta e dessert. Utilizzi più innovativi sono quelli con il gelato o come prodotto da bere. Le versioni Invecchiato e Riserva vengono spesso usate “a crudo” o in finitura per esaltare i sapori.

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Gli abbinamenti più apprezzati includono i grandi formaggi DOP italiani, carne alla griglia, fragole e piatti gourmet. Ma ci sono tantissimi altri intrecci squisiti.

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Va conservato in un luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di luce e calore dirette. Non si conserva in frigorifero.

L’Aceto Balsamico di Modena per le sue caratteristiche è un prodotto di facile conservazione. Se conservato correttamente, mantiene le proprie caratteristiche per molti anni. Ti consigliamo, in ogni caso, di leggere attentamente le etichette.

L’Aceto Balsamico di Modena una volta imbottigliato non migliora nel tempo. Si conserva benissimo, ma potrebbe fare un po’ di sedimento, che non è indice di scarsa qualità o di cattiva conservazione. Il nostro consiglio è di utilizzarlo!

La glassa è solitamente densa e dolce, pensata per chi cerca prodotti molto viscosi e magari aromatizzati. L’Aceto Balsamico di Modena IGP è il prodotto ottenuto esclusivamente nelle province di Modena e Reggio Emilia nel rispetto del disciplinare di produzione. Una glassa che riporta in etichetta “Glassa con Aceto Balsamico di Modena IGP” è un prodotto composto che contiene Aceto Balsamico di Modena come ingrediente caratterizzante e per questo motivo ha dovuto ottenere una autorizzazione dal Consorzio.

L’Aceto Balsamico di Modena nasce dall’unione di mosto cotto e/o concentrato e aceto di vino, con maturazione in botti di legno. L’aceto di vino è il prodotto ottenuto dalla fermentazione acetica dell’alcool presente nel vino base. L’aceto di vino è quindi uno degli ingredienti utilizzati nella produzione di Aceto Balsamico di Modena IGP.

L’Aceto Balsamico di Modena IGP è naturalmente privo di glutine.

Sì, l’Aceto Balsamico può essere consumato anche dai bambini, purché in quantità moderate e nell’ambito di una dieta varia ed equilibrata. In caso di dubbi, particolari esigenze alimentari o problemi di salute, è sempre consigliabile rivolgersi al pediatra o al medico di riferimento.

PREZZO E QUALITÀ

Quanto costa un buon Aceto Balsamico di Modena?

Il prezzo varia in base alla composizione di mosto d’uva e aceto di vino, alla tipologia di materie prime utilizzate e al tempo di invecchiamento. Un Aceto Balsamico di Modena IGP ideale come condimento, caratterizzato da una maggiore presenza di aceto di vino, si può trovare al prezzo di qualche euro. Prodotti Invecchiati o Riserva si posizionano solitamente in una fascia premium. Suggeriamo sempre di scegliere il prodotto in base al proprio gusto personale e all’utilizzo prevalente cui è destinato.

Il prezzo dipende da diversi fattori: composizione e tipologia delle materie prime, tempo di maturazione e invecchiamento.

Non c’è un prodotto migliore, dipende dall’utilizzo. I prodotti giovani sono ideali per l’uso quotidiano, mentre gli Invecchiati e le Riserve sono perfetti per abbinamenti e piatti gourmet.

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SALUTE E ALIMENTAZIONE

L’Aceto Balsamico fa bene?

Se consumato con moderazione, può essere inserito in una dieta equilibrata. È apprezzato per il suo gusto intenso che permette di insaporire i piatti con poco condimento. L’acido acetico naturalmente presente è inoltre oggetto di numerosi studi scientifici che ne hanno indagato il possibile ruolo nell’ambito del metabolismo e della digestione.

Sì, contiene zuccheri naturali derivanti dal mosto d’uva. La quantità varia da prodotto a prodotto in base alla quantità di mosto d’uva e aceto di vino presenti nella ricetta di ogni produttore.

Sì, viene spesso utilizzato per condire verdure, insalate e piatti leggeri grazie alla sua capacità di dare sapore con poche quantità. Può essere un ottimo alleato in una dieta povera di sodio, apportando gusto e pochissime calorie.

L’apporto calorico dell’Aceto Balsamico di Modena IGP può variare da prodotto a prodotto, in funzione della composizione della ricetta e, in particolare, del rapporto tra mosto d’uva e aceto di vino. In ogni caso, il suo utilizzo come condimento, generalmente in quantità contenute, non incide in modo significativo sull’apporto calorico complessivo della dieta.

Per conoscere i valori nutrizionali specifici è sempre consigliabile consultare le informazioni riportate in etichetta. Chi segue regimi alimentari particolari o diete specifiche dovrebbe fare riferimento al proprio medico o nutrizionista.

Non esiste una fonte storica certa che attesti l’origine del termine “balsamico”, comparso per la prima volta nel 1747 riferito a questo prodotto nel territorio modenese. Tra le interpretazioni più accreditate vi è il richiamo al concetto di balsamo, sostanza tradizionalmente associata a proprietà benefiche e aromatiche.

L’appellativo potrebbe essere legato alla particolare densità, complessità aromatica e piacevolezza del prodotto, nonché agli usi che nel corso dei secoli gli hanno attribuito effetti positivi sul benessere della persona.

Nel corso dei secoli, il nome si è affermato nell’uso locale, fino a diventare il nome con cui il prodotto era comunemente identificato.